L’innovazione parte dalla scuola

L’indagine 2010 di OCSE-PISA (Programme for International Student Assessment) è illuminante: Finlandia, Danimarca, Singapore e Corea del Sud, ovvero le nazioni in cima alle classifiche internazionali sull’apprendimento, hanno un comune denominatore: sistematico approccio all’eccellenza.

Il Nord Europa e “un pezzo” di Oriente hanno capito che se vogliono eccellere il punto di partenza deve essere il sistema scolastico: l’insegnante viene visto in questo contesto come un talento da coltivare e sviluppare, affinchè possa a sua volta fare nascere e sviluppare talenti.

E l’Italia? Senza infamia nè lode: tra i 74 paesi esaminati ci piazziamo a metà classifica. Meglio al Nord, dove si registrano valori leggermente superiori alla media OCSE, peggio al Sud, con la Puglia come eccezione (per la cronaca hanno partecipato 1.097 istituti e 30.905 studenti su tutto il territorio nazionale).

Se l’Italia vorrà diventare un polo attraente, cosa che oggi non è affatto, e vorrà limitare la nota fuga di cervelli, il punto di partenza non può che essere la scuola (e la sua riforma…)

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