Linkedin ancora sottovalutato dalle aziende italiane

Interessante ricerca di Lundquist sull’utilizzo di Linkedin da parte delle aziende italiane top: il risultato è che “solo il 30% delle 100 maggiori aziende italiane gestisce attivamente una pagina su LinkedIn, il social network professionale con oltre 160 milioni di professionisti iscritti nel mondo. Il 58% ha una pagina creata in automatico dal sistema e il 12% è assente dalla piattaforma. Questi numeri rivelano quanto le grandi aziende italiane sottovalutino le potenzialità della comunicazione su LinkedIn in termini di employer branding e di rafforzamento della brand awareness presso un pubblico di professionisti.” come si legge su Event Report.

Il quadro che ne emerge per l’Italia denota in generale una scarsa cultura della comunicazione social da parte dei top player del mercato, con l’eccezione di nomi quali Edison, Eni, Fiat, Indesit, STMicroelectronics e Telecom Italia, che si distinguono per un utilizzo proattivo senza tuttavia esempi di vera eccellenza.

Le stesse 100 aziende contano oltre 115.000 dipendenti iscritti al network a titolo personale e hanno ben 330.000 persone (follower) che le seguono, un potenziale di pubblico molto vasto. Eppure, la maggioranza di esse, 58 (tra cui marchi noti come Cattolica Assicurazioni, Esselunga, Saras e Tod’s), ha semplicemente una pagina non gestita, cioè auto-generata dal sistema, senza alcun tipo di informazione personalizzata.

Eppure le pagine aziendali di LinkedIn offrono l’opportunità di inserire una descrizione generale della società e del business, che si può corredare con contenuti multimediali, e di pubblicare aggiornamenti che vengono visualizzati automaticamente tra i follower; ciò nonostante 30 delle 100 maggiori aziende in Italia non presentano alcun tipo di informazione e solo due, Barilla e Benetton, hanno pubblicato brevi filmati istituzionali.

Poco sfruttata dalle società italiane anche la sezione Products & Services, dall’evidente utilità commerciale e di brand awareness, dove si può fornire una panoramica su specifiche attività di business e sui prodotti: solo 15 aziende presentano informazioni di questo tipo, perdendo così la possibilità di acquisire partner o clienti.

Per approfondimenti sul tema leggete la ricerca di Lundquist (in italiano) oppure leggete l’articolo su Il Corriere Economia.

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