Ha senso per una azienda far finta di essere statunitense?

Casualmente mi sono imbattuto in una azienda chiamata Dermal Institute U.S.A. 1956, che ha sede a Padulle di Sala Bolognese (dunque in provincia di Bologna) che, come è scritto nel loro sito, “è un marchio commerciale del gruppo MDM e nasce dalla volontà di fornire ai clienti servizi sempre più innovativi e redditizi, con soluzioni che permettono di acquisire nuove opportunità di business.”

Come si vede nel logo, l’azienda lascia intuire di essere o di avere qualche riferimento con gli Stati Uniti, mentre 1956 lascia intuire un possibile anno di fondazione.

In realtà l’azienda è italiana e come scrive Francesco Vernelli nel suo blog, “non ha niente a che fare con il fatto che l’impresa abbia origine (od altri riferimenti) in uno stato estero: il responsabile spiega che è un trucco, una piccola bugia, per indurre il consumatore italiano a valorizzare meglio il prodotto.” Quello che scrive Francesco è vero e una semplice visura in camera di Commercio lo conferma. Inoltre l’azienda è nata meno di dieci anni fa.

La domanda è: che senso ha includere nel proprio logo un inganno? In termini di mkt e comunicazione ha davvero significato positivo?

Personalmente non mi fiderei di una impresa che nel proprio logo mi fa capire di essere una cosa che non è. Inoltre, volendo essere maliziosi, la croce rossa nel logo vuole forse ammiccare alla Croce Rossa, quella vera?

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